Anche per te tira più un pelo di FISCO che un carretto di soldi? – Attento che le tasse NON ammettono mezze misure !

Al mondo esistono sostanzialmente due modi per pagare le tasse:carretto

  • un modo civile e pratico in cui lo Stato compila la dichiarazione dei redditi e la invia al contribuente. Il contribuente può scegliere di pagare quanto richiesto (e a quel punto lo Stato Fiscale e i suoi organi di controllo spariscono totalmente dalla vita del contribuente per un anno) oppure può scegliere di controllare o far controllare quanto ricevuto e contestare gli importi.
  • un modo incivile in cui lo Stato mette in mano a persone normodotate un fascicolo di 100 pagine da compilare PIU’ un libro di 1.000 pagine di – vaghe – indicazioni su infilare numeri nelle prime 100.  Non contento lo Stato si prende 5 comodi anni per controllare se, per caso, il contribuente ha sbagliato qualcosa.

Non serve che vi dica in quale delle due situazioni ci troviamo in Italia anche se, va ammesso, almeno qualcosa ha cominciato a muoversi con la storia dei 730 precompilati. Si, quest’anno è stato un casino, eran tutti sbagliati ma a chi riesce tutto perfetto al primo tentativo? La strada imboccata è buona, se continuano a percorrerla.

Per il momento, comunque, una grande fetta di italiani la dichiarazione dei redditi se la deve compilare da sola, imprenditori inclusi.

Eh si sa, come dice il vecchio proverbio, che l’occasione fa l’uomo ladro.

In un contesto di questo tipo le persone si dividono in 3 grandi categorie:

  1. ad un estremo ci sono evasori totali che NON versano un euro e NON presentano dichiarazioni
  2. all’estremo opposto ci sono i contribuenti modello che versano fino all’ultimo centesimo e presentano TUTTE le dichiarazioni
  3. tra i due estremi si piazzano i semi furbi – semi onesti che, in modo più o meno deciso, fanno comunque le cose a metà.

Quest’ultima categoria è decisamente la più affascinante da conoscere e da analizzare, anche perchè moltissimi imprenditori ne fanno parte.

Questa è la categoria di imprenditori per cui davvero un pelo di fisco tira più di un carretto di soldi.

In che senso?

Questi imprenditori sono assidui frequentatori di esperti fiscalisti da bar, che ogni giorno se ne escono con la furbata riduci-tasse del secolo.

Eccitati dalla rivoluzionaria e segretissima dritta, questi imprenditori si fiondano dal proprio commercialista per aggiornarlo e, generalmente, se ne escono con cose del tipo

Senti, l’altro giorno ho parlato con un mio “amico”. Quello con cui vado a fare i giri in bici il sabato pomeriggio.  Lui si è appena comprato la Graziella in fibra di carbonio da 10.000 euro e mi ha detto che se la è scaricata dalle tasse. Lo posso fare anche io? 

Al che il commercialista magari si azzarda a rispondere con un “No, la bicicletta non ha nulla a che fare con la tua attività d’impresa, non si può scaricare. Come fa il tuo amico a farlo, vende biciclette?” . Al che arriva il colpo da maestro

Lui dice che usa la bici per andare dai clienti, non posso farlo anche io?”

interdetto

 

In una situazione come questa io annoterei 3 cose:

  • l’imprenditore è andato dal cliente solo per avere la conferma di un possibile trucco fiscale. Se l’amico gli avesse parlato dell’opportunità di avviare un nuovo affare l’imprenditore NON sarebbe corso dal commercialista per valutare insieme la redditività e il potenziale vantaggio;
  • sia l’imprenditore che il commercialista hanno perso un occasione d’oro per discutere di qualcosa di più redditizio e hanno invece buttato via del tempo;
  • l’imprenditore ha dimostrato la disponibilità a spendere un sacco di soldi per il suo hobby.

e farei di conseguenza queste domande, a te imprenditore semi furbo – semi onesto:

Perchè ti fiondi dal commercialista solo quando qualche “amico” ti racconta l’ennesima vaccata su cosa si può scaricare dalle tasse?

e non ci vai invece periodicamente per controllare come sta andando la tua impresa, quante tasse grossomodo ci andrai a pagare e quali iniziative si posso fare per farti aumentare i profitti?

Nel momento in cui proponi di scaricare un costo – che sai benissimo essere rischioso – dalla tua attività devi tenere presente che:

  • risparmi subito una percentuale di tasse, per esempio 1.000 euro;
  • per 5 anni corri il rischio di essere controllato;
  • grazie agli illimitati poteri che stanno dando all’agenzia delle entrate (tipo controllare i conti correnti di tutti) il rischio di essere controllati è sempre più alto;
  • se ti controllano ti chiedono di ridargli i 1.000 euro che ti eri tenuto in tasca;
  • se ti controllano oltre ai tuoi 1.000 euro vogliono altri 1.000 euro di multa
  • se ti controllano oltre ai tuoi 1.000 euro vogliono altri 1.000 euro di multa e gli interessi;
  • se ti controllano devi pagare il commercialista perchè ti stia vicino durante la verifica;
  • se ti controllano magari non ti contestano solo quei 1.000 euro;
  • se ti controllano hai perso un’infinità di tempo.

Per tenerti in tasca 1.000 euro rischi di doverne perdere 4.000 o più entro 5 anni. Ha senso? Ti fanno diventare estremamente più ricco quei 1.000 euro?

Perchè tutte le domande che fai al commercialista iniziano con “Fiscalmente mi conviene…..”?

quando magari ha un’impresa che non rende nulla, nessuno ti paga e non sai più da che parte trovare dei soldi per andare avanti?

L’unica cosa che fiscalmente ti conviene fare è andare all’estero. Punto. Stop. Nessuna magia. Nessun trucco. Non ce ne sono di così determinanti per cui valga la pena di affrontare un argomento partendo dal fiscale. Finchè sei qui in Italia mettiti il cuore in pace.

Se basi una scelta imprenditoriale cominciando a guardarla dalla parte del fisco hai sbagliato in partenza.

Quando la tua azienda gira alla perfezione allora si, si studia come ottimizzare ANCHE il fisco. E non di certo scaricando la bicicletta.

 

Perchè sei disposto a spendere un sacco di tempo e risorse per fregare il fisco ma non per migliorare la tua azienda?

investendo magari in miglioramenti che invece di farti risparmiare 1.000 – a rischio – potrebbero fartene guadagnare 10.000?

Perchè quel pelo fiscale riesce a tirare più del carretto di soldi?

Forse perchè è più facile e veloce da ottenere?

 

Scegli da che parte stare.

Di recente ho avuto l’opportunità di ascoltare dal vivo una lezione del grande Al Ries, uno dei più grandi esperti mondiali di marketing.

Al Ries spiegava come un’azienda deve posizionare sul mercato il proprio marchio e di come nel farlo deve assolutamente evitare le “via di mezzo” nella speranza di poter avere più persone a cui vendere.

Chi si posiziona nella “via di mezzo”, sperando così di conquistare la parte più numerosa di clienti (perché vado bene per tutti), è il soggetto che rimarrà fregato e fallirà.

Ecco, questo concetto vale esattamente anche per per il “mercato” fiscale.

Per “vincere” sul mercato fiscale di oggi l’imprenditore deve posizionarsi a uno dei due estremi di cui abbiamo parlato all’inizio:

  • l’evasore totale
  • il contribuente modello.

Dove si posiziona l’imprenditore semi furbo – semi onesto che presenta tutte le dichiarazioni ma dentro ci ficca la fatturina della bicicletta?

Esattamente nel mezzo del mercato fiscale. E’ esattamente il soggetto che rimarrà fregato.

 

“Diciamo che non vorrei fare l’evasore totale anche perchè ormai non faccio più in tempo. Diciamo che vorrei anche essere il contribuente modello. Ma a me le dichiarazioni le fa il commercialista, che ne so se mi fa tutto giusto?”

Adesso non lo sai. Devi cominciare a capire cosa fa.

No, non voglio dire che devi imparare il suo mestiere, ci mancherebbe.

Ma devi cominciare ad essere un pò più consapevole di quello che fa.

 

E un buon passo per cominciare è scaricare il report gratuito di Azienda Migliore cliccando qui sotto.

cta

 

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