Il primo commercialista senza OLIO DI FISCO

Coomercialista-senza-olio-di-fiscoScrivo questo post di getto, mi perdonerai se NON è stilisticamente perfetto.

Diversi episodi recenti mi hanno fatto riflettere su come sia potente il concetto di “posizionamento nella mente” che, personalmente, ho scoperto grazie a Frank Merenda e alla sua capacità di portare in Italia Al Ries.

NON sono ovviamente in grado di spiegartelo in modo degno e quindi NON ci provo nemmeno.

Quello che mi preme condividere con te è come questo concetto si concretizzi sulla figura del commercialista.

Nella mente dell’imprenditore, infatti, la casellina del commercialista è indiscutibilmente abbinata alla parola “fisco”.

Ora – sfiga vuole (purtroppo NON solo sfiga ma anche deliberato masochismo) – che anche il sottoscritto sia abilitato alla professione di commercialista.

Quindi nella mente delle persone per la proprietà transitiva (nemmeno questa ti spiego cos’è) se commercialista = fisco e davide = commercialista ALLORA davide = fisco.

Effettivamente questo passaggio ha la sua logica.

Ma NON è corretto. Almeno NON per quello che riguarda me, questo blog ed in genere tutto quello che faccio.

 

Lo strano caso dell’olio di palma in salsa commercialista.

NON so se ci hai fatto caso anche tu ultimamente ma tutti quelli che fino all’altro ieri ci hanno imbottito di prodotti all’olio di palma ora stanno facendo la corsa per farci sapere che adesso l’olio di palma NON lo usano più.

Questo mi ha fatto riflettere su come la stessa cosa si avvenuta anche nella mia evoluzione professionale.

Si, lo confesso. Per anni anche io ho creduto che commercialista potesse voler dire solo fisco.

Questo perchè i primi passi li ho mossi in studi commercialisti dove il 95% delle pratiche trattate erano prettamente fiscali.

Ed erano tempi che, seppur abbastanza recenti, vedevano:

  • gli imprenditori andare bene
  • il fisco lasciare ancora possibilità di manovra.

Da allora, purtroppo,

  • gli imprenditori NON vanno più così bene e cercano aiuto (ancora troppo) nei commercialisti;
  • i commercialisti credono (ancora troppo) di aiutare gli imprenditori occupandosi di fisco.

E questo, a mio modestissimo modo di vedere, è dovuto al fatto che per troppi anni siamo rimasti esposti a grosse quantità di olio di fisco che hanno annebbiato completamente le menti di imprenditori e commercialisti.

 

Tira la leva giusta.

Il dramma di essere così annebbiati dal Fisco è che imprenditori e commercialisti finiscono per fare il gioco stesso del Fisco.

Mi spiego meglio.

Qualunque imprenditore che gestisce un’azienda ha davanti a sè 3 leve:

  • LEVA 1: una leva che può tirare
  • LEVA 2: una leva che si muove sempre nella direzione in cui viene tirata la leva 1
  • LEVA 3: una leva rotta e inutilizzabile.

La LEVA 1, quella disponibile, è la capacità di fare impresa in modo profittevole. E’ in assoluto l’UNICA leva su cui l’imprenditore ha piena ed assoluta disponibilità d’azione. 

Qui NON ci sono storie, NON ci sono alibi, NON ci sono scuse. Se l’impresa funziona sei capace, se NON funziona devi migliorare. Ma TUTTO dipende da TE.

La LEVA 2, quella che si muove sempre nella direzione in cui viene tirata la leva 1, è la capacità di ottenere soldi dagli altri (ad es.: banche). Grande banalità ma se sei un bravo imprenditore ti sommergono tutti di soldi, se NON sei bravo ti chiudono i fidi. Quindi NON totalmente ma MOLTO dipende da TE.

La LEVA 3, quella rotta e inutilizzabile, è quella fiscale. Qui nè tu nè il commercialista ci può fare granchè. Sono leggi che vengono fatte da persone su cui TU NON HAI ALCUN TIPO DI INFLUENZA!

Puoi dedicarci tutto il tempo che vuoi, leggere tutti i trucchetti che vuoi, pensare alle più assurde architetture fiscali MA RICORDATI: basta che cambino una legge e dalla mattina alla sera spazzano via tutto quello che hai costruito!

E dov’è che imprenditori e commercialisti si affannano a ricercare la soluzione per mantenere in vita imprese fallimentari e decotte?

FISCO E BANCHE!

Aziende che fatturano 50.000 euro che si affannano a trovare il modo di scaricarsi i vestiti dalle tasse e farsi rinnovare il fido da 5.000 euro in banca quando potrebbero incanalare questi inutili sforzi a trovare un modo per far diventare quei 50.000 – 500.000 e sbattersi altamente le palle di fisco e banche!

E invece no!

Perchè nascondersi dietro al fisco asfissiante e alle banche cattive è più semplice che guardare in faccia alla realtà: assumersi la responsabilità di NON sapere come muovere la LEVA 1 e cercare di imparare a farlo.

 

Il Commercialista SENZA OLIO DI FISCO.

Detto questo cosa può pensare di fare un commercialista per poter aiutare davvero un imprenditore OGGI?

Trovargli dei trucchetti fiscali? Direi di NO.

Preparare bilanci ad arte per ottenere fidi bancari? Direi di NO.

Sono dell’idea che il commercialista abbia una competenza che molti imprenditori NON hanno ma che oggi serve a loro più di quanto immaginino.

Ed è la capacità di gestire i numeri. Ma NON solo quelli fiscali.

Quelli che fanno in modo che la TU possa muovere la LEVA 1 nel migliore dei modi.

Per arrivare a questo punto, però, c’è bisogno che ti spurghi un pò da tutto questo olio di fisco che ti ha avvelenato fino ad oggi.

E NON parti ogni volta chiedendomi come risparmiare sulle tasse ma chiedendomi come possiamo analizzare i numeri importanti della tua azienda e quali soluzioni strategiche possiamo adottare per rendere la tua AZIENDA MIGLIORE.

 

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