ATTENZIONE: post NON adatto per gli imprenditori che pensano che le aziende falliscono per colpa delle tasse!

Questo potrebbe sembrare un post a favore della tasse.

In realtà NON lo è.

È un post che fa molto di peggio.

A parte farmi prendere una borsa di vaffanculo è un post che toglie la più classica delle scuse che l’imprenditore italiano usa per giustificare il fatto che la sua azienda va male.

È un post scritto di pancia, la mia.

Più che di pancia…di palle.

Perché sono le mie palle che si sono rotte di vedere la gente nascondersi dietro ad un dito.

Dietro al solito dito che sembra essere il solo ed unico problema di un imprenditore italiano.

Quel dito, quella scusa, sono le TASSE.

In Italia le tasse sono alte?

Si!

Ho scritto SI. (già due volte)

In proporzione ai servizi che ci dà lo Stato e a come buttano nel cesso i soldi i politicanti…si, sono dannatamente troppo alte le tasse.

Le nostre aziende vanno male o falliscono perché queste tasse sono alte?

NO!

Mi spiace ma NON è per quello.

Gli F24, le tasse, le cartelle di Equitalia NON ci fanno fallire.

Quelle ci danno solo il colpo di grazia.

Ma la testa nella ghigliottina ce la siamo messa da soli da soli MOLTO ma MOLTO tempo prima che arrivi il colpo di grazia dal fisco o da equitalia.

Ci siamo giocati l’azienda vendendo i nostri prodotti o servizi sotto costo (cioè perdendoci dei soldi per OGNI vendita che facciamo).

Ci siamo giocati l’azienda concedendo ai nostri clienti di pagarci a 75 anni data fattura.

Ci siamo giocati l’azienda togliendole tutti i soldi per le vacanze anziché reinvestirli sulle nostre competenze o sulla nostra stessa attività.

Ci siamo giocati l’azienda pensando che i 1.500 euro annui di commercialista siano sufficienti per avere una persona che si occupa della NOSTRA azienda a tempo pieno togliendoci la responsabilità di come vanno le cose.

Ci siamo giocati l’azienda quando abbiamo pensato (e ci hanno fatto credere) che aprire una partita iva volesse dire che potevamo dedicare tutta la giornata a fare il lavoro che ci piace.

Ci siamo giocati l’azienda MILLE volte prima che arrivino il Fisco ed Equitalia ad attaccare il cartello “chiuso per fallimento” sui nostri cancelli.

Che poi ci vada bene dare la colpa all’ultimo che viene a mettere la parola fine, va bene.

Che poi le tasse siano davvero UN problema, è SACROSANTO.

Le tasse sono davvero “UN” problema.

Ma che le tasse siano “IL” problema che decide la vita o la morte di un’azienda, beh…è ora che finiamo di raccontarcela.

Dobbiamo cominciare a farci un’analisi di coscienza se vogliamo che qualcosa nella nostra vita cambi e cambi in meglio.

Un’analisi cruda, spietata.

E dobbiamo riconoscere il fatto che la maggior parte della responsabilità del bene e del male della nostra azienda e della nostra vita…DIPENDE DA NOI!

NON dipende da quello che fanno a Roma i politicanti.

Quello delle tasse è UN problema che va affrontato.

Ma va affrontato a tempo debito.

Va affrontato a pancia piena.

Cioè quando la nostra azienda produce così tanta ciccia da dare da mangiare in abbondanza a noi e ai politicanti..contemporaneamente.

Finchè stiamo li a spartirci i brandelli di una carcassa NON andiamo da nessuna parte.

Fintanto che stiamo li a perdere tempo su come battere il fisco NON andiamo da nessuna parte.

Che ti piaccia o no saperlo se hai una partita iva hai SOLO due modi di aumentare l’utile che fai:

– vendi di più
– spendi di meno.

Due soli modi.

Che però sono incredibilmente difficili da realizzare.

Per vendere di più devi trovare dei clienti nuovi o devi vendere di più a quelli vecchi.

Ma se ti dicono di no NON è che puoi rapinarli.

Se i soldi NON te li danno NON te li danno. Punto.

Per spendere meno devi convincere i tuoi fornitori ad abbassare i loro prezzi ma se ti dicono di no NON è che puoi rubargli la roba che, comunque, ti serve.

Se i soldi NON te li fanno risparmiare e tu hai comunque bisogno della loro roba NON risparmi soldi. Punto.

E siccome fare queste due cose è dannatamente complicato e richiede troppo sforzo, cosa facciamo?

Beh facciamo in modo di recuperare i soldi che NON siamo in grado di ottenere dai clienti vendendo di più o dai fornitori comprendo a condizioni migliori…dal fisco!

Tanto quello mica ci dice di no come ci dicono no i clienti e i fornitori.

Quello NON ci batte la porta in faccia subito come possono fare gli altri.

Gli facciamo una dichiarazione farlocca, ci inventiamo qualche magia, non versiamo e poi chi vivrà vedrà.

Ma intanto abbiamo in tasca i soldi che ci servono per fare le nostre cose.

NON importa che siano poi soldi che mettono solo una toppa al fatto che stiamo vendendo poco, incassando meno e spendendo più di quanto possiamo.

Sui soldi mica c’e scritto questo.

L’importante è avere i soldi in tasca e fin che la barca va perché mai dovremmo preoccuparci che questo giochino possa finire?

E quindi perché investire soldi, tempo e fatica per imparare come vendere di più ed incassare prima?

E quindi perché investire soldi, tempo e fatica per imparare come farsi i conti e spendere meno?

Perché investire soldi, tempo e fatica per acquisire competenze che NON ho e che potrei pure scaricarmi dalle tasse quando posso MOLTO più semplicemente farmi spiegare il trucco fiscale che risolve tutti i miei problemi senza fatica?

Ed ecco tutto in fila dall’illusionista di turno che ci spiega come non pagare più tasse facendo le holding, costituendo delle società per azioni da 100.000 euro di capitale e via andare.

Peccato che noi partiamo da una ditta individuale e facciamo già fatica a gestire quella, figuriamoci una catena di società.

Che manco abbiamo i soci da inserire perché i nostri parenti mica si fidano a farsi intestare quote di società che facciamo noi.

E comunque nemmeno vorremmo dei soci, perchè “l’azienda è mia e comando io”.

Meglio una cacca da soli che una fetta di torta in compagnia.

Schiere di imprenditori che anzichè sforzarsi sul trovare il modo di fare più soldi possibili immaginabili dedica tempo a studiare le regole fiscali.

Che cambiano 3 volte al giorno.

Costruire un’azienda in base alle leggi fiscali è come costruire una casa sulle sabbie mobili.

La mattina sta in piedi ma nel pomeriggio, chissà.

E quel chissà NON dipende dalle nostre capacità.

Dipende dal culo che abbiamo che il politicante di turno NON ci cambi la regola su cui abbiamo basato tutto dalla sera alla mattina.

Questione di fortuna, quindi. NON di merito.

Il futuro della nostra azienda in mano all’umore del politicante di turno.

Follia. Almeno per me.

Sai cosa dobbiamo imparare davvero dal prolificare di questi illusionisti fiscali che ti fanno credere che il vero problema siano le tasse?

Il modo di fare marketing.

Il modo con cui ci vendono una speranza che NON esiste.

Quella di NON pagare tasse.

Hai presente la pubblicità “Ti piace vincere facile” in cui c’è la partita di calcio dove 11 giocatori giocano contro 500 giocatori?

Ecco.

Nel momento in cui decidi di giocare contro il fisco hai la stessa speranza di vincere la partita di quegli 11 giocatori contro i 500 dell’altra squadra.

Si, tu sei nella squadra da 11.

Quella che NON vince facile.

Quando scegli di giocare la tua personale partita contro il fisco hai appena scelto il campo sbagliato su cui giocare.

Quel campo dove gli avversari sono semplicemente troppi per poter vincere.

E se credi alla speranza che ti danno di poter vincere su quel campo…beh, in bocca al lupo.

“Ah beh, per te allora in Italia si paga il giusto di tasse e dovremmo pagare e basta”.

Per l’ennesima volta NO.

Le tasse in Italia sono assurdamente alte (lo scrivo per la terza volta) rispetto all’uso che fanno dei nostri soldi.

Il tuo problema con le tasse è il MIO problema con le tasse.

Ma NON è “IL” problema che devi davvero affrontare davvero.

E’ un problema che nasce come CONSEGUENZA di altri problemi principali e ben più gravi delle tasse.

Quel tipo di problemi che DAVVERO ci fanno fallire l’azienda.

Quel tipo di problemi che però non vediamo o facciamo finta di NON vedere perchè è più facile nascondersi dietro “le tasse sono troppo alte”.

Se abbiamo un’azienda che è in PERDITA vabbè, NON parliamo nemmeno.

C’è qualcosa che NON va nel modo in cui facciamo azienda.

Ma se sulla carta facciamo UTILI e poi NON abbiamo soldi per pagare le tasse, beh…vuol dire che stiamo usando i soldi delle tasse per finanziare qualcos’altro.

E’ matematica.

Una matematica che NON riusciamo a vedere perchè le nostre contabilità sono tenute in modo da NON servire a nulla se NON per il calcolo delle tasse.

Ma se avessimo una contabilità decente nelle nostre aziende scopriremmo subito che è pura matematica.

E cioè che se sulla carta facciamo UTILI e poi NON abbiamo soldi per pagare le tasse, beh…vuol dire che stiamo usando i soldi delle tasse per finanziare qualcos’altro.

Potrebbe essere che stiamo finanziando un nuovo macchinario che abbiamo dovuto comprare con i soldi delle tasse perché la banca non ci ha dato il finanziamento.

Potrebbe essere che stiamo finanziando il fatto che dobbiamo trovare i soldi per pagare i fornitori PRIMA che i nostri clienti ci paghino il lavoro che abbiamo fatto.

Oppure potrebbe essere semplicemente che stiamo finanziando uno stile di vita personale troppo alto rispetto ai soldi che siano in grado di produrre.

Potrebbero essere tantissime cose.

Cose che…NON sono le tasse!

Se davvero la nostra azienda fa utili E se davvero la nostra azienda incassa le fatture che abbiamo…beh, lo ripeto, è matematica.

I soldi per pagare le tasse…CI SONO!.

Se poi li usiamo per fare dell’altro e NON ci ricordiamo mai che prima o poi le tasse vanno pagate è un problema di organizzazione NOSTRO.

Mica dello Stato.

Se invece il nostro UTILE è solo sulla carta perché mandiamo tante fatture ma nessuno ci paga o ci pagano quando gli gira…allora ovvio che i soldi NON ci sono.

Ma il problema NON sono le tasse, sono i mancati incassi.

Poi arriva l’F24 che ci da il colpo mortale ma eravamo già agonizzanti a terra in un lago di sangue.

Saremmo morti lo stesso anche senza quel colpo.

Anzi, quel colpo ci fa smettere di soffrire.

Il punto che dobbiamo assolutamente capire è uno solo:

FARE IMPRESA IN ITALIA E’ DIFFICILE.

 

E siccome è difficile NON ci si può più improvvisare.

E NON ci si può più nascondere dietro a delle scuse, TASSE comprese.

Le tasse, sfido chiunque a contraddirmi, sono sempre una fetta dell’utile che facciamo.

NON sono MAI più alte dell’utile che facciamo (a meno che, ovviamente, non facciamo spese personali con la nostra azienda…ma questo è un’altro discorso).

Poi il sistema del pagamento nella forma SALDI e ACCONTI fa sembrare che si paghi più di quanto si guadagna ma, ci piaccia o no, NON è vero.

E’ solo una questione di organizzazione che si può avere prima SE si conoscono le regole del gioco.

Poi il fatto che NON incassiamo l’utile fa sembrare che si paghi più di quanto si guadagna ma, ci piaccia o no, NON sono le tasse il problema.

“Ma io le tasse le voglio pagare, mica dico di no…ma voglio pagare il GIUSTO carico fiscale”.

Ma che cacchio è il GIUSTO carico fiscale?!?!

Cosa vuol dire GIUSTO?!?

Giusto per me vuol dire ZERO!

ZERO euro.

Il GIUSTO carico fiscale NON vuol dire una beata mazza!

Come si quantifica in un numero GIUSTO?!?

Boh!

Le tasse ci sono. Punto e basta.

Come imprenditori dobbiamo capire una cosa FONDAMENTALE.

NON possiamo, CONTEMPORANEAMENTE, guadagnare di più e pagare meno tasse.

 

Sono due desideri impossibili da realizzare contemporaneamente in modo ONESTO.

Certo, possiamo fare NERO abbestia.

Ma anche creare un’azienda che sta in piedi col nero è un rischio.

Appena trovano il modo di NON farcelo più fare (e arriverà il giorno) siamo morti e sepolti.

Ma più guadagniamo e più le tasse aumenteranno.

Anche qui è matematica.

Certo che quando la nostra azienda produrrà qualcosa più dei 20.000 euro di utile l’anno potremo OVVIAMENTE lavorare con dei consulenti fiscali seri che ci permetteranno di ottimizzare il carico fiscale e abbasseremo un pò il PESO che le tasse avranno sulla nostra vita.

Ma dobbiamo prima fare un lavoro sulla nostra azienda.

Dobbiamo prima fargli aumentare gli UTILI.

Cosa ottimizziamo a livello di tasse su 20.000 euro di utili?

Ci tiriamo fuori una pizza?

E’ come andare a giocare in borsa e sperare di diventare ricchi investendo 500 euro.

Fintanto che la nostra azienda NON produce UTILI e CICCIA che ci permetta di vivere BENE ed essere soddisfatti NONOSTANTE le tasse da pagare c’è solo UNA COSA DA FARE.

UNA COSA che ci permette di:

– PAGARE MENO TASSE
– AUMENTARE GLI UTILI

Investiamo su NOI stessi.

Impariamo come si fa a fare MARKETING e su come si fa a FARE I CONTI.

Investire su MARKETING e CONTABILITA’ ti permetterà di scaricare dei costi dalle tasse.

Si, risparmiamo sulle tasse!

Ne paghiamo di meno!

E SENZA dover applicare assurdi consigli fiscali che NON siamo in grado di gestire.

Investire su MARKETING e CONTABILITA’ ci permetterà di fare impresa SENZA IMPROVVISARE e senza rischiare di venire decapitati dagli F24 delle tasse.

Anche se viviamo in Italia.

Dove le tasse sono assurdamente alte (lo scrivo per la quarta volta) rispetto all’uso che fanno dei nostri soldi.

Certo che investire su marketing e contabilità significa rinunciare a qualcosa oggi.

Certo che significa rinunciare a una parte del nostro piccolo utile aziendale di oggi che NON ci viene nelle tasche.

Ma piuttosto che buttarlo in tasse!

E comunque rinunciamo a qualcosa oggi per avere MOLTO DI PIU’ DOMANI.

Se invece preferisci rimanere in spiaggia col mojito in mano a nasconderti dietro al solito alibi che le tasse in Italia sono alte fai pure…ma a me NON la racconti più.

 

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