Per poter imparare a leggere un bilancio un IMPRENDITORE dovrebbe assicurarsi di averne uno

numeriSenza saper leggere un bilancio è dura fare impresa.

Se non sai quali numeri guardare, come si movimentano o come vanno interpretate le variazioni da un anno all’altro diventa impossibile capire anche solo cosa va e cosa non va nella tua azienda, quali sono le modifiche che devi fare in modo urgente o se alla fine ti rimane qualche soldo in tasca o stai faticando per niente.

Ma c’è qualcosa di ancora peggiore di non saper leggere un bilancio.

E’ NON avere un bilancio.

“Impossibile, tutte le imprese hanno un bilancio!”

Purtroppo NON è così. Tutti gli imprenditori credono di avere un bilancio. Ma non sempre ce l’hanno effettivamente.

 

Partiamo dal principio.

C’è stato sicuramente un momento in cui ti sei fatto coraggio e hai finalmente deciso di voler aprire la tua attività.

Hai deciso cosa volevi fare e come lo volevi fare. Magari assieme a qualche amico ti sei convinto che era giunto finalmente l’attimo perfetto per cominciare una nuova avventura in società.

L’entusiasmo era incontenibile, non ci dormivi la notte, scalpitavi per poter iniziare. Eri ansioso di far vedere al mondo che tu, con le tue sole forze, saresti riuscito a sfondare ed avere successo, senza più nessun capo rompipalle a comandarti a bacchetta, senza più doverti accontentare di quel misero stipendio che ti passava il maledetto sfruttatore.

Ti immaginavi già li, seduto sulla tua poltrona presidenziale, piedi sulla scrivania in mogano e sigaro in bocca a guardare il tuo impero lavorare per te quando hai cominciato a chiederti

“Si ok, ma come si apre un’attività?”

 

Per superare questo ostacolo, magari mi sbaglio, ma sono quasi certo che tu sia andato da un commercialista.

In effetti in Italia da chi vai se devi aprire un’attività? Puoi informarti su internet ma prima o poi una conferma in carne e ossa ti serve.

Qualcuno magari va alla camera di commercio ma li a parte le prime informazioni sull’apertura non è che aiutino più di tanto.

Prima o poi servirà il commercialista. Tanto vale andarci subito.

Su raccomandazione di qualche amico o in base alla vicinanza a dove hai deciso di aprire l’attività o dopo aver fatto alcuni incontri o in base a qualche altro criterio più o meno casuale hai finalmente deciso a quale commercialista rivolgerti.

Hai preso un appuntamento, ti sei seduto davanti a lui, gli hai spiegato il tuo progetto – magari assieme ai tuoi soci – e gli hai chiesto

“Come devo fare?”

 

Il peccato originale.

In questo esatto momento si sono decise le sorti della tua impresa.

Puoi aver avuto un incredibile quanto improbabile colpo di fortuna ed il commercialista ha cominciato a ragionare con te sull’attività che volevi fare, entrando nel dettaglio delle tue scelte strategiche O, molto più probabilmente, il commercialista ha diligentemente cominciato a spiegarti:

  • come devi aprire la partita IVA
  • quali sono le tasse e i contributi che dovrai pagare
  • quali sono le agevolazioni fiscali che puoi avere
  • quali sono le autorizzazioni che devi chiedere
  • quali moduli devi presentare e dove
  • come devi gestire le scartoffie
  • quanto ti costeranno i suoi servizi ogni anno
  • e forse, ma solo forse, ti ha proposto di realizzare un business plan dei primi anni della tua attività, così da poter chiedere un primo finanziamento in banca.

Tu gli hai chiesto un aiuto per diventare un imprenditore e lui ti ha risposto come gestire una partita iva spendendo il meno possibile. 

“Beh, non è la stessa cosa?”

No, non lo è.

 

Imprenditore CONTRO titolare di partita iva.

C’è una ENORME differenza tra essere un imprenditore e avere una partita iva.

Un imprenditore ha sempre una partita iva ma chi ha una partita iva NON sempre è un imprenditore.

Un imprenditore inizia un’attività con lo scopo specifico di:

  • fare soldi.
  • organizzare tutta una serie di risorse (soldi, persone, merci, ecc.) in modo tale che questa serie di risorse organizzate gli facciano fare soldi.

Ora immagina te stesso quando ti sei seduto per la prima volta davanti al commercialista pieno di entusiasmo, con il sogno della poltrona presidenziale, dei piedi sulla scrivania in mogano e del sigaro in bocca, che ti senti dare consigli di questo tipo:

  • “Allora potresti fare questo regime fiscale dove paghi solo il 5% di tasse. Però attento perchè NON PUOI FATTURARE PIU’ DI 30.000 EURO L’ANNO
  • “Per la tua attività potresti rientrare nei REGIMI A FORFAIT che non serve nemmeno tenere la contabilità perchè paghi le tasse su una % decisa dallo Stato”
  • “Potresti fare questa CONTABILITA’ SEMPLIFICATA che così non registriamo i movimenti bancari e spendi meno”

cosa puoi pensare di diventare? Imprenditore o titolare di partita iva?

Te lo vedi davvero un imprenditore che sceglie volontariamente di aprire un’attività per fatturare 30.000 euro all’anno?!?! 

Te lo vedi davvero un imprenditore che non si fa i conti ma si fa dire dallo Stato quanti sono i suoi costi?!?!

Te lo vedi davvero un imprenditore che guida un’azienda di successo senza sapere che cosa cacchio sta succedendo sui suoi conti correnti?!?!

 

Vuoi diventare imprenditore o ti vuoi castrare fin dall’inizio e condannarti ad essere titolare di partita iva !?!?!?

 

“Eh ma io che cosa ne posso sapere? Sono andato da un professionista proprio per farmi consigliare.”

Eh infatti NON è colpa tua. Tu dovevi aprire un’attività e sei andato da quel professionista che in Italia viene associato alle imprese.

Il problema è che purtroppo molti commercialisti affrontato tutte le domande degli imprenditori sempre e solo da un punto di vista: quello fiscale.

Che però è quello sbagliato. O meglio, è il punto di vista sbagliato da affrontare PER PRIMO.

Infatti:

  • immagina di essere il creatore di Facebook e di sapere per certo che la tua impresa diventerà miliardaria. Vai dal commercialista che ti dice di aderire al regime in cui paghi il 5% di tasse ma non puoi fatturare più di 30.000 euro. Cosa gli diresti? Che si mettesse il 5% su per il naso. Sarai miliardario, pagherai un fiume di tasse macchissenefrega, troverai poi il modo di pagarne meno.
  • immagina invece di essere un imprenditore che vuole aprire un bar in mezzo ad altri 750 bar e di sapere per certo che la tua impresa fallirà. Vai dal commercialista che ti dice di aderire al regime in cui paghi il 5% di tasse ma non puoi fatturare più di 30.000 euro. Cosa gli diresti? Che si mettesse il 5% su per il naso. La tua impresa fallirà di certo e quindi non apriresti nemmeno se ti facessero pagare l’1% di tasse, sarebbe comunque troppo.

Se vuoi davvero diventare un imprenditore, quindi, NON devi mai affrontare la tua iniziativa partendo o facendoti condizionare dal fisco.

E se vai da qualcuno a chiedere un consiglio e il primo discorso che affrontate è quello fiscale, allora non è la persona giusta per te. Almeno non per il momento.

 

Più è semplice più è una fregatura.

Ancor peggio di affrontare il mondo imprenditoriale guardandolo solo dalla parte fiscale è affrontare il mondo imprenditoriale senza una bussola.

In Italia siamo abituati a considerare la contabilità come una rottura di scatole legata al fisco. Bisogna fare la contabilità perchè poi quella serve per calcolare le tasse. Bisogna fare la contabilità perchè poi se vengono a fare i controlli vogliono quella.

Quindi visto che contabilità vuol dire fisco e fisco vuol dire rotture di scatole allora la contabilità:

  • deve costare poco
  • meno tempo ci dedico e meglio è.

E quindi figuriamoci se ti vengono a dire che:

  • puoi fare la contabilità semplificata
  • puoi non fare la contabilità se aderisci al regime a forfait

se tu, nella tua ingenuità, non ti getti a capofitto in un trappolone del genere.

Il problema grosso però è che, per risparmiare qualche cento euro sulla contabilità, decidi volontariamente di metterti alla guida della tua azienda con una bussola rotto o senza addirittura una bussola.

Nella contabilità semplificata, infatti, registri solo una parte dei tuoi documenti mentre nei regimi a forfait non registri praticamente nulla.

Ma se non hai il tuo bilancio completo come puoi pensare di sapere come sta andando la tua azienda? Ad intuito?

Quindi prima di voler imparare a leggere un bilancio verifica prima di tutto di averne uno.

Per fare questa verifica trovi delle utili indicazioni nel REPORT GRATUITO DI AZIENDA MIGLIORE che puoi scaricare cliccando qui sotto

Report Gratuito Azienda Migliore

 

2 pensieri su “Per poter imparare a leggere un bilancio un IMPRENDITORE dovrebbe assicurarsi di averne uno

  1. In pratica hai descritto il mio vecchio commercialista e il suo modo di fare :/
    Grazie per questo nuovo faro o bussola per chi vuole fare sul serio impresa!

    In bocca al lupo!

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